Il Basso Monferrato – lembo nord-occidentale della provincia di Asti, al confine con la provincia di Torino – con ampie colline e profonde vallate, è una balconata sulla catena alpina dalle Marittime alle Pennine. Un territorio per lo più agricolo, punteggiato di torri, chiese e castelli che risalgono al periodo feudale, dove si sono conservati pressoché intatti i borghi contadini e molti centri storici.

Le amministrazioni provinciali di Torino e Asti hanno, negli scorsi anni, sostenuto l’attività di ripristino degli antichi sentieri e oggi si può percorrere una fitta rete che dal capoluogo scavalca la collina torinese verso quelle del Monferrato.

Uno di questi, il “sentiero di don Bosco”, parte da Maria Ausiliatrice a Torino, raggiunge la basilica di Superga, Vezzolano, Castelnuovo don Bosco e poi il Colle e il grande santuario costruito nella frazione Becchi, con la casa natale del fondatore dei Salesiani. In tutto circa 20 km, sei ore circa di marcia poco impegnativa.

Tutto il Monferrato nel Medioevo conobbe un grande sviluppo agricolo e demografico, dal Mille fino alla prima metà del Trecento. Sorsero molti paesi e con essi le chiese, centro della vita sociale, le pieve, dal latino plebs, termine collettivo per designare una comunità rurale. Quelle al centro dell’abitato vennero ingrandite e modificate nei secoli successivi, mentre quelle delle borgate rimasero intatte, conservando la struttura romanica originale.

Santa Maria di Vezzolano

L’abbazia, in stile e romanico, è uno dei più importanti monumenti medievali del Piemonte: si raggiunge percorrendo un sentiero in mezzo al verde, in una quiete assoluta.

Benché la leggenda faccia risalire la fondazione a Carlo Magno, il primo documento in cui è citata l’Ecclesia di Santa Maria risale al 1095: Teodulo ed Egidio sono nominati officiales, con l’impegno a vivere secondo la regola canonica, probabilmente quella di sant’Agostino.

L’abbazia visse un lungo periodo di splendore tra il XII e il XIII secolo, seguito da un lento declino, fino al 1800, quando l’amministrazione napoleonica ne espropriò i beni, trasformando la chiesa in cappella campestre e il chiostro in granaio. Nel 1937 il complesso fu dato in consegna alla Soprintendenza per i Beni Architettonici.

La facciata, in cotto con fasce orizzontali in arenaria, ha una ricca decorazione scultorea, mentre l’interno è in forme gotiche precoci: il campanile è romanico. La chiesa, con la parte absidale rivolta a est, aveva pianta di tipo basilicale, a tre navate, che venne modificata nel XIII secolo; la navatella destra fu trasformata nel lato nord del chiostro. La navata centrale è divisa da un pontile marmoreoche poggia su cinque archi ogivali, simile agli jubés di molte chiese francesi. Il tramezzo è decorato con un bassorilievo a due ordini, con sculture che raffigurano storie della Vergine.

In fondo alla navata destra una porta collega la chiesa con il chiostro, nel quale si possono vedere affreschi di notevole interesse, restaurati negli anni Novanta del secolo scorso: tra gli altri Cristo fra i simboli degli Evangelisti e L’adorazione dei Magi.

Altri affreschi, rimasti solo in parte, rappresentano la Crocifissione, ma tutto il ciclo è uno dei più interessanti del Trecento piemontese.

Abbazia di Vezzolano, Località Vezzolano, 35
14022 Albugnano (AT)
Telefono informazioni: 333 1365812 – InCollina Turismo nel Cuore del Piemonte
mail: infopoint@turismoincollina.it

Orario

fino all’8 marzo 2020
sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 17

dal 9 al 28 marzo 2020
da martedì a domenica e festivi dalle 10 alle 17

dal 29 marzo 2020
da martedì a domenica e festivi dalle 10 alle 18

Negli altri giorni è possibile effettuare la visita su prenotazione. Ingresso gratuito